La grande bonifica

18 luglio 2017 | Di | Rispondi Di più

Più di una campagna acquisti, più di un calciomercato: una bonifica per distruggere il Giannino e far risorgere il Milan

Più di una campagna acquisti, una bonifica. Fassone e Mirabelli stanno rimuovendo centimetro dopo centimetro a gran velocità, tutto il pacciame improduttivo del Giannino restituendo al Milan possibilità, prospettive e dignità. Con buona pace di chi non ci immaginava senza Silvio e senza Galliani il Milan viene oggi bonificato dai loro rifiuti materiali e immateriali, la merdazza accumulatasi in anni, per rimettere al centro e in vita la propria immagine, la propria storia, e i tifosi; questo hanno pagato i cinesi e questo a loro interessa. Per valorizzare queste risorse è partita sinergicamente un’opera fantastica, entusiasmante di distruzione, recupero e rinnovo totale al fine di presentarsi finalmente competitivi, pronti, coerenti e poter tornare in breve fra i grandi. Una scelta inevitabile, come sottolineato più volte, ma ancora da sogno.

Ad una grande squadra servono 20 o più giocatori di buon livello, e più giocatori modesti ci sono maggiori sono le possibilità di fallimento; sul lungo periodo sono gli anelli deboli a determinare gli insuccessi. Ecco perché Mirabelli ha ribaltato la rosa, e continuerà. Rientriamo per un attimo nel mondo del Giannino, la squadra ultracompetitiva che nelle ultime due stagioni ha beneficiato di innesti per complessivi 146 milioni di euro (fonte: il bilancio del Milan); di questi investimenti a settembre 2017 rimarrà solo Romagnoli, perché la nuova proprietà dopo aver speso parecchio per acquisire il club ha smantellato il parco giocatori, di cui evidentemente e giustamente se ne fotte, e andrà avanti fin dove necessiterà. Parola d’ordine: alzare il livello; per alzarlo devono uscire tutti i mediocri. Scelta inevitabile, eroica, entusiasmante. La rosa del Giannino non è stata ritenuta all’altezza non per antipatia, c’è uno storico di risultati modesti che lo attesta. Sono già 10 i nuovi innesti, ipoteticamente il 50% della nuova rosa, e non sono finiti; i servi e gli ebeti che ci hanno rotto la minchia per i nostri giudizi taglienti ma obiettivi stanno ora paralizzati in sorriso di circostanza, ma gli consigliamo una visita epatica. Guardate dove finiscono deportati i giocatori ‘sottovalutati’ e ‘importanti’ del Giannino: Turchia, Messico, provinciali; evidentemente i DS di tutta Europa sono miopi e accecati dall’odio quanto noi.

Tecnica, piede, disciplina tattica: Calha è un grande giocatore, e lo dimostrerà

Smantellare era obbligatorio, le grandi squadre devono essere coerenti, uniformi prima di tutto, ci devono essere caratteristiche importanti nei giocatori; altro che quell’ammasso indefinito di ciarpame raccattato pure a caro prezzo, una rosa di adattati, senza qualità, informe, senza spicco e senza leader. Gli innesti sin qui fatti vanno invece in una direzione precisa poiché sono tutti giocatori adatti al gioco che Montella esprimeva a Firenze, ad esempio. Teoricamente adatti per un pressing organizzato, aggressivo, alto; adatti ad una squadra che dovrà circolare la palla, ma saprà anche verticalizzare ed anche cambiare gioco velocemente per risultare poco prevedibile e con molte soluzioni; una squadra che allargherà parecchio le difese avversarie, con un tasso tecnico finalmente elevato e adeguato. Tutto ciò è commovente per chi ha seguito il Giannino per anni con gli occhi sanguinanti per lo squallore. Il famoso ‘modulo’, che poi è solo una fotografia statica e teorica di una situazione dinamica e di cui molti si riempiono la bocca, non sembra la guida degli acquisti che invece mi paiono dettati da valutazioni più profonde; la strategia sarà fluida. Le connessioni fra i nuovi acquisti si intravedono già: Ricardo Rodrigues-Calhanoglu formeranno un binario sinistro temibile per qualità e imprevedibilità; il turco è abile a pressare alto e recuperare palloni sanguinosi, ha una classe sintetica, lo svizzero è bravo nell’anticipo, entrambi verticalizzano rapidamente, e sono abituati alla Bundes che è un campionato di alto livello. L’asse Conti-Kessie viaggerà molto sull’anticipo di forza, sulla velocità, e le discese del terzino italiano porteranno probabilmente Suso ad accentrarsi maggiormente o magari agire a volte da mezzala; la spina dorsale-cervello Biglia-Bonucci potrà insidiare sul lungo qualsiasi difesa e l’esperienza dei due, entrambi molto carismatici, li rende perfetti a coordinare le due fasi e a leggere in campo i momenti della partita. Logicamente Montella sarà molto sollecitato, ma credo che sarà molto meglio per lui lavorare sull’intesa dei nuovi piuttosto che far turnare Pasalic/Kuco/Mati nella speranza che succedesse o’miracolo. Manca ancora qualche colpo, più o meno significativo; le riserve secondo me sono ancora di scarsa qualità. Ci sarà anche il sostituto di Bacca/Lapadula, che sarà anch’esso dotato di piedi e testa poiché questo mi pare il minimo comun denominatore. Se sarà Kalinic magari non ci delizierà con molte reti da zero metri ma noteremo la differenza; ma sembra probabile l’esplosione di qualche altra bomba, e siccome me ne frego ampiamente di quel che dicono i calciatori (preferisco il campo) voto Morata. 200 e più milioni di investimento per voglia, rischiando, per vincere: vogliono vincere. 200 milioni per rimediare ad una situazione tecnica orribile creata spendendone però dieci volte tanti, in dieci anni. Settimo cielo per chi ha combattuto il Giannino fino all’ultimo.

La bonifica è totale, riguarda anche il sottobosco dei rapporti ‘politici’ instaurati dal sig. Galliani. Il satrapo si faceva raggiungere nei ristoranti o ai Bagni fra l’estasi dei servi, ma erano ormai in pochi a continuare a compromettersi in queste farse, ormai due o tre soggetti, e si era arrivati addirittura ai radiati e gli emarginati. I mercanti erano i veri padroni del Tempio, lo hanno infarcito con la loro merda e prelevato il prelevabile; per non parlare del Piano Mashall per la juventus. Fassone e Mirabelli hanno iniziato a recuperare dignità con cattiveria, scottati anche dal trattamento di bassissimo livello ricevuto dalla maggior parte della stampa e del settore, un ambiente marcio pieno di sicumera. A Raiola non è riuscito lo scippo nè il ricatto su Donnarumma e avrebbe fatto ambo le cose, invece ha dovuto scendere sul campo per lui più duro, quello della comunicazione diretta dove non può farsi precedere dal suo totem Ibra né dai suoi amigos della stampa; una sconfitta ostilo e violende. La juve invece piange Bonucci, uno dei difensori più scarsi che ha mai vestito il bianconero (occhiolino). L’anno scorso quando Campopiano faceva uscire le prime indiscrezioni sul nuovo Milan cinese in una conversazione con Fabio dissi: la portata degli investitori si misurerà sul confronto con la juventus; chi entra in un mercato nuovo con soldi e mezzi e vuol primeggiare, deve attaccare il competitor più forte. Bonucci è una dichiarazione di guerra che attesta gli attributi e le possibilità del sig. Li e dei suoi uomini. Mirabelli ha pure lui il suo ‘giro’, e ci manca anche, e parleranno i risultati; l’immagine che da è però quella giusta di lavoratore, di sicurezza, di gestore di uomini. Mentre Cattivissimo Fax è uno di noi, sta sempre all’attacco. E tutti e due si siedono davanti ai tifosi e parlano, direttamente coi tifosi, stanno diventando due icone pop, piacciono. Con loro il Milan è pronto a ricollocarsi sulla scena internazionale come soggetto forte e ad avere alla base un popolo unito; la qualità degli uomini fuori dal campo è fondamentale. E’ un momento magico: il Diavolo è tornato.

Larry

Tags: , ,

Categoria: Calciomercato

Sull'autore ()

22/11/1997, primo blu. Un ragazzino guarda per la prima volta l’erba verde di San Siro da vicino.Il padre gli passa un grosso rettangolo di plastica rosso. “Tienilo in alto, e copri bene la testa. Che fra un po’ piove”. Lapilli dal piano di sopra, quello dei Leoni. Fumo denso, striscioni grandi come case e l’urlo rabbioso: MILAN MILAN…Quel ragazzino scelse: rossonero per sempre. Vorrei che non fosse cambiato nulla, invece è cambiato quasi tutto. Non posso pretendere che non mi faccia male. O che non ci siano colpevoli. Ma la mia passione, e quella di tanti altri, deve provare a restare sempre viva.