Le pillole del sabato: Bonniebauer

15 luglio 2017 | Di | Rispondi Di più

Prima di scrivere un brevissimo pensiero, illustriamo le fasi che un tifoso juventino medio ha dovuto passare nelle ultime 72 ore.

La valenza dell’acquisto di Bonucci trascende nettamente il valore tecnico del giocatore. Certo, è un signor difensore, uno dei migliori al mondo a impostare l’azione, un giocatore che negli anni juventini grazie a Conte, Carrera, Buffon, Chiellini e Barzagli, da difensore disattento e poco concentrato si è trasformato in un vero leone della retroguardia. Non è però questo il motivo per cui il suo acquisto è tanto importante per noi, la Juventus, la stessa Serie A. La cessione da parte della Juve di Bonucci al Milan segna uno di quei solchi che potrebbero se non decidere, orientare la prossima stagione in un senso o nell’altro. Il difensore definito dai tifosi bianconeri come il più forte al mondo è stato acquistato dalla nuova proprietà cinese del Milan in meno di 72 ore. Non è andato in Inghilterra, non in Spagna e non in Germania: è rimasto in Italia, scegliendo il Milan. Una vera e propria investitura di quella che può essere davvero considerata come l’unica rivale della Juve. La scelta di Bonucci dice questo: il Milan è l’unica squadra che può battere la Juve, o ambire seriamente a farlo.

La partenza del difensore da Torino ci dà poi ulteriori indizi su quello che è stato l’intervallo di Cardiff, i 15 minuti che hanno cambiato il corso della finale di Champions e, evidentemente, anche della Juve. Qualcosa è successo, innegabile, e non è da escludere che ci sia lo zampino anche di Allegri, allenatore dalla personalità troppo forte da farla piegare davanti quella altrui. Ecco quindi che il momento di fragilità della Juve viene colto da Bonucci per cambiare squadra e dal Milan per rafforzarsi indebolendo un’avversaria. Un’operazione di rara eccellenza, rapidità, concretezza.

“Montolivo, quella è la porta!”

La ciliegina di tutto ciò, se permettete, è poi la fascia da Capitano a Bonucci, letteralmente asportata dal braccio di un Montolivo che complice il concomitante arrivo di Biglia perderà anche il posto da titolare. Una sceneggiatura a dir poco perfetta.

Fabio

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Categoria: Calciomercato, News

Sull'autore ()

Ho questo ricordo, il primo sul Milan. Io che ad appena sette anni volevo vedere la finale di Atene, tra Milan e Barcellona… ma essendo piccolo dovevo andare a letto presto per la scuola. Allora mio padre, severo, mi permise di vedere la partita, ma solo il primo tempo. Finiti i primi 45 minuti, i miei genitori mi misero a letto, ma poco dopo sgattaiolai fuori dalle coperte e mi nascosi dietro la porta che dava sul salone. Al gol del Genio però non riuscii a trattenere la mia gioia… fortunatamente mio padre, interista, fu molto sportivo e mi lasciò concludere la visione di quella partita perfetta.