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10 giugno 2017 | Di | Rispondi Di più

Musacchio, Kessie, Rodriguez. Guardiamo sul calendario: no, non è il 31 agosto, siamo appena a giugno, e no, questi tre giocatori non vengono da storie tese con i rispettivi ex club o da infortuni che potrebbero compromettere una carriera. Sono giocatori veri, di valore, con una logica, i cui acquisti sono stati pensati e ponderati, valutati attentamente. Certo, “con i soldi sono buoni tutti”, ma poi i soldi li devi saper far fruttare bene, e per il momento è quanto stiamo vedendo. È mutato il vento, cambiato il noioso e umiliante paradigma per cui il Milan è il bambino scemo del calciomercato, viviamo un corso nuovo. Speriamo venga confermato anche dai risultati sul campo.

Le ultime notizie consegnano però una prima amarezza alla sessione estiva di calciomercato: il no di Morata, attirato più dalla Champions League del Manchester United che dall’attuale progetto rossonero. Da un certo punto di vista è una scelta che si può anche comprendere, ma il dato davvero interessante è il seguente: oggi il Milan contende al Manchester United calciatori di livello europeo, attualmente impiegati al Real Madrid. Il segnale potrà essere banale per la maggior parte dei giornalisti o degli appassionati di calcio, ma non per noi tifosi rossoneri, che per un lustro abbiamo dovuto scippare calciatori al Bursaspor o al Cagliari, facendo in qualche caso anche figure barbine. Morata ha detto no? Dispiace, ma ce ne faremo una ragione. Puntare a testa bassa un altro obiettivo e portarlo a casa. Chi si ferma è perduto, e noi siamo stati fermi per troppi anni.

Qualcosa andrà fatto anche a centrocampo, e per “qualcosa” intendo un giocatore big, molto big, di statura superiore a quella di Biglia (con tutto il rispetto). Il mio personalissimo sogno sarebbe Modric, ma l’osso è duro. Se dovessi dare un consiglio a Mirabelli e Fassone è il seguente: non badare a spese a centrocampo, soprattutto nel ruolo principe del reparto, quello davanti alla difesa. Che si scegliesse un tipo di calciatore da prendere (se un ruvido totem o un delizioso prestigiatore) e puntare a uno dei massimi esponenti della categoria. È lì che si costruiscono le vittorie.

Ultima parola sul caso scottante di queste settimane. Il Milan non deve essere ostaggio di nessuno. Raiola non credo accetterà mai questo tipo di approccio, quindi per quanto mi riguarda andrei al muro contro muro: Abate e Bonaventura ceduti, Ibrahimovic schifato, Donnarumma ceduto immediatamente. Il calcio e il Milan esistevano anche prima di Donnarumma, Ibrahimovic e Bonaventura, li sostituiremo degnamente. Anche perdendo tre ottimi giocatori, liberarsi di Raiola non ha prezzo. Per tutto il resto ci sono Fassone e Mirabelli.

Fabio

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Categoria: Calciomercato

Sull'autore ()

Ho questo ricordo, il primo sul Milan. Io che ad appena sette anni volevo vedere la finale di Atene, tra Milan e Barcellona… ma essendo piccolo dovevo andare a letto presto per la scuola. Allora mio padre, severo, mi permise di vedere la partita, ma solo il primo tempo. Finiti i primi 45 minuti, i miei genitori mi misero a letto, ma poco dopo sgattaiolai fuori dalle coperte e mi nascosi dietro la porta che dava sul salone. Al gol del Genio però non riuscii a trattenere la mia gioia… fortunatamente mio padre, interista, fu molto sportivo e mi lasciò concludere la visione di quella partita perfetta.