Un altro merdcato?

15 dicembre 2016 | Di | Rispondi Di più

A gennaio sarebbe bello se arrivassero sempre giocatori così…

Sono iniziate le favole del mercato di riparazione, quelle storie sempre uguali che si leggono da anni: ci sono i tesoretti, il giocatore in rottura con l’ambiente, il pippone con tante richieste di mercato che però poi resterà ad ammuffire a Milanello, gli esuberi che bloccano il mercato, il bisogno di attendere l’input di figure esterne (Ieri: Berlusconi deve dare l’ok → Oggi: I cinesi devono dare l’ok). Eppure la squadra vista a Roma non solo ha bisogno, ma merita rinforzi. Montella merita alternative e gli 11-titolari-11 meritano, una volta usciti dal campo perchè giustamente stanchi, una sostituzione di pari livello.
Abbiamo la fortuna di avere la stessa proprietà da trent’anni, c’è dunque uno storico a cui riferirsi molto ampio. A Milan Night al posto di inventare piace analizzare. Ultimi dieci mercati invernali:

2006/07 – Acquisti: Oddo, Ronaldo, Storari, Grimi (18,60mln) – Cessioni: minori
Migliora posizione in campionato, vince Champions
2007/08: Acquisti Pato (20mln) – Cessioni: minori
Da sesta a quinta, fuori da Champions a ottavi
2008/09 – Acquisti Mattioni, Beckham (prestiti), Diniz (5mln) – Cessioni: minori
Terza, fuori da EL ai sedicesimi
2009/10 – Acquisti Beckham, Mancini (prestiti), Adiyiah (1.4mln) – Cessioni: minori
Da secondi a terzi; a gennaio l’Inter era a 5 punti, con Roma e juve a 7 punti da noi. A fine anno terzi a meno 12 dall’Inter e meno 10 dalla Roma. Fu l’anno del triplete.
2010/11 – Acquisti Legrottaglie, Van Bommel (0), Didac Vilà, Emanuelson, Cassano (8.2mln) – Cessioni: minori, Ronaldinho (3mln), Paloschi
Conferma della prima piazza
2011/12 – Acquisti Mesbah, Muntari, Merkel (prestiti), Maxi Lopez (2mln) – Cessioni: Taiwo, Aubameyang (1.8mln), minori
Secondo posto
2012/13 – Acquisti Salamon, Zaccardo, Balotelli, Saponara, Constant (31mln) – Cessioni Pato, Acerbi, Paloschi (25.5mln)
Migliora sensibilmente la posizione; terzo posto
2013/14: Acquisti Rami, Essien, Honda, Petagna, Taarabt (0.4mln) – Cessioni Vergara, Nocerino, Matri, Niang (prestiti)
Da tredicesimi a ottavi
2014/15: Acquisti Antonelli, Bocchetti, Paletta, Suso, Cerci, Destro. Torres per prestarlo all’Atletico (7.3mln) – Cessioni Saponara, Niang, Torres (prestiti)
Da ottavi a decimi
2015/16: Acquisti Boateng (0) – Cessioni De Jong, Suso, Cerci, El Sharaawy, Petagna (prestiti)
Da ottava a settima

Ma più spesso arrivano così…

Tot. speso nel periodo: 94mln c.ca, di cui 70mln nelle sessioni invernali 06/07, 07/08, 12/13.
Tot. Incassato nel periodo: 30mln di cui 18 da Ronaldinho e Pato. Per il resto solo giri di prestiti e diritti di riscatto con le ‘solite’ (Genoa) e dismissioni.
Su 36 giocatori acquistati 18 sono scomparsi dalla rosa dopo 6 mesi, e solo 7 quelli rimasti al Milan per più di una stagione e mezza.

Qualche considerazione:

1 – Il 75% di quanto speso negli ultimi 10 anni per la sessione invernale è stato immesso in tre sole sessioni di mercato: 06/07, 07/08, 12/13. Nelle restanti 7 sessioni sono stati investiti complessivamente 24mln ricorrendo perlopiù a prestiti a pagamento e/o con diritto di riscatto, solo in pochi casi confermati in estate .

2 – Secondo quanto asserito dai vertici dirigenziali dal 2006 al 2011 l’obiettivo stagionale era un titolo fra Scudetto o Champions e dal 2012 al 2016 il terzo posto. Quindi nel 70% dei casi la stagione si è conclusa senza centrare l’obiettivo dunque in un fallimento secondo i più basilari canoni di management. In sei casi si può affermare che la sessione di rafforzamento, visto che la squadra non era già in linea con gli obiettivi, non ha rafforzato alcunchè la squadra. Per quanto riguarda la stagione 2009/10 si può invece affermare che il mercato di gennaio è stato decisivo per far fallire la squadra, impegnata in un testa a testa con l’Inter fino a gennaio e finita rapidamente ai margini della lotta per il titolo dopo essersi ‘rinforzata’ con le mummie di Beckham e Arrotino Sciancatino Mancini. Invece nei tre casi negli ultimi dieci anni in cui la squadra ha ottenuto quanto prefissato è stato fondamentale il mercato invernale, a prescindere dalla ‘spesa’; basta menzionare l’innesto di Mark Van Bommel, per fare un esempio. Le operazioni di gennaio contano tantissimo e non ci si può esimere: rimanere fermi equivale a perdere terreno verso le rivali e sbagliare operazioni significa indebolirsi. Sembra un concetto banale ma evidentemente visto che il 50% dei giocatori acquisiti in inverno nel decennio 2006-2016 sono scomparsi dopo 6 mesi, alcuni senza nemmeno giocare, non sembra chiaro al nostro management. Ma ora che abbiamo scoperto le abilità taumaturgiche di Rocco Mandarino…

3 – Gli anni in cui il mercato è stato fatto con casse di banane o specchietti si sono risolti in 6 casi su 7 in fallimenti di obiettivi e/o cali in classifica. Solo nel 2010 il Milan è riuscito nonostante una spesa contenuta a mantenere il primo posto fin lì conquistato; negli altri casi non investire si è tradotto in un mancato raggiungimento degli obiettivi con tutte le conseguenze del caso.

4 – Confidare sulle cessioni per ‘finanziare il mercato’ è ridicolo. Non lo dice il nostro scetticismo ma i fatti. Lo storico parla chiaro: a gennaio il Milan non vende per fare cassa; anche perché di solito il factotum Galliani parte per il Brasile. In particolare gli unici due movimenti di rilievo (Dinho e Pato) furono concordati in anticipo. Potrebbe essere il caso di Bacca, l’accantonamento per problemi fisici ignoti del colombiano suggerisce questo caso; diversamente rimarremo al palo. Anche perchè sperare che qualcuno metta moneta sonante per degli esuberi dichiarati e sbandierati, che si trascinano per il campo, con contratti folli a lunga scadenza (es. Mandriano) è fantascienza. Sempre che comunque ci sia un piano per spendere eventuali risorse in modo opportuno, dato che come si è visto ‘i colpi’ di gennaio sono perlopiù sporadici e casuali.

…e quando proprio si sta alle cozze tornano questi….

L’obiettivo quest’anno è l’Europa. La posizione di classifica è interessante e privilegiata nonostante ci sia la sensazione che sia momentanea; il terzo posto, da difendere prima della sosta, non va visto come obiettivo ma come piazza di partenza in leggero vantaggio sulle rivali per una seconda parte di campionato dove lottare per l’Europa ad ogni costo. Le possibilità buone, la pressione al momento bassa anche se la fanfara si sta impegnando ad alzarla. Il coefficiente di difficoltà del mercato di riparazione per il Milan è dunque ‘facile’. Basterebbero degli innesti funzionali alle necessità del tecnico (io indicherei un centrocampista e un’ala come priorità); non serve strafare e credo anzi sia dannoso. Montella fa giocare il Milan sempre allo stesso modo e sempre con gli stessi uomini, per quanto possibile; ci sono degli equilibiri, anche dovuti alla giovane età degli interpreti migliori, che potrebbe essere persino controproducente spostare. Certo bisogna comunque pagarli sti giocatori funzionali: lasciare il Milan senza risorse quest’anno significa spingerlo al fallimento.
Vediamo se secondo ‘i principi della condivisione’ è fattibile non combinare le solite cazzate.

Larry

Categoria: Calciomercato, Mondo Milan

Sull'autore ()

22/11/1997, primo blu. Un ragazzino guarda per la prima volta l’erba verde di San Siro da vicino.Il padre gli passa un grosso rettangolo di plastica rosso. “Tienilo in alto, e copri bene la testa. Che fra un po’ piove”. Lapilli dal piano di sopra, quello dei Leoni. Fumo denso, striscioni grandi come case e l’urlo rabbioso: MILAN MILAN…Quel ragazzino scelse: rossonero per sempre. Vorrei che non fosse cambiato nulla, invece è cambiato quasi tutto. Non posso pretendere che non mi faccia male. O che non ci siano colpevoli. Ma la mia passione, e quella di tanti altri, deve provare a restare sempre viva.