Le troppe cene e le Maxi beffe
Chi pensa che sia finita probabilmente si sbaglia. Finita, sarà soltanto alle 19 del 31 gennaio, quando scadranno i termini del calciomercato. Fino ad allora ci proveranno, eccome se ci proveranno a prendere Tevez. Senza cacciare un euro, beninteso. E se non riusciranno a prenderlo adesso torneranno alla carica a giugno, magari dopo aver scaricato il Pato o il Robinho di turno. E’ però evidente che le probabilità di vedere Carlitos vestire nell’immediato la maglia rossonera si riducono al lumicino. La schermata di Milan Channel con tanto di inno, fotomontaggio di Lopez in maglia rossonera e la scritta “Maxi è nostro” la dice lunga su come i tempi, in pochi anni, siano cambiati. Se prima le “schermate” si riservavano ai grandi campioni oggi basta un Lopez qualsiasi (che come spiegherò più sotto proprio male non è, ma non è certo un fenomeno) per scatenare gli entusiasmi della stampa ufficiale rossonera.
Quella che ieri ha avuto, forse, la sua ultima puntata, è la più penosa, ridicola, pietosa telenovela di mercato che abbiamo vissuto negli ultimi 25 anni. Si voleva Tevez, ma non lo si voleva pagare. Si facevano i conti senza prendere in considerazione il parere dell’oste, che proprio l’ultimo dei poveracci non è. Si voleva prendere il cammello senza pagare moneta. E con gli arabi questo giochino non funziona. Già, gli arabi. Gente abituata a trattare anche sui centesimi. Figuarsi se si lasciano soffiare un giocatore da 20-30 milioni di euro in cambio di promesse. Chi vuole Tevez, lo deve pagare. Magari meno di quanto sparano i giornali. Ma lo deve pagare. Sicuramente di più di quanto il Milan caccerà per il cartellino di Lopez, ai margini del Catania da mesi.
Perché la realtà, come ho scritto in precedenti note, pare drammaticamente questa: qui non ci sta un euro. C’è tanta fantasia, tanta inventiva ma di denari freschi da investire nemmeno l’ombra. E allora ci si ingegna, spesso scadendo, come in questo caso, nella farsa. Che si concretizza in una trattativa esasperata sin dall’inizio, fatta di annunci prematuri e tardive smentite. Condita con foto inopportune e culminata nell’assurdo, con un attaccante blindato per una settimana in un albergo, che tra una cena e l’altra nel famoso ristorante attende di conoscere il proprio destino. Che sarà rossonero, dal momento che di soldi da dare al City pare proprio che non ce ne siano o comunque – anche se ci fossero – pare non ci sia alcuna intenzione di tirarli fuori.
Già, perché rileggendo i fatti con il senno di poi, il City non ha proprio alzato un muro invalicabile. A sentire gli esperti di mercato la seconda società di Manchester le avrebbe provate proprio tutte. Prima avrebbe detto: te lo presto, ma poi me lo riscatti a giugno. Risposta: no. Allora, avrebbero rilanciato gli inglesi, te lo presto e me lo paghi tra due anni. Nein. Altra proposta: te lo presto, me lo riscatti tra due anni, e se non lo fai paghi una penale. Replica: non se ne parla. E allora carte all’aria, e avanti tutta su Lopez. Lascio a voi valutare come ne esca da questa trattativa l’immagine del Milan e della sua dirigenza. Io mi limito a rimarcare che situazioni del genere che abbiano coinvolto i top club italiani ed europei non ne conosco. Ma forse ho poche conoscenze e poca memoria.
Detto tutto questo, voglio dare il benvenuto a Maxi Lopez, che sicuramente rispetto a Tevez è di un’altra categoria, ma che allo stesso tempo può rivelarsi un acquisto azzeccato, un buon elemento. Innanzi tutto perché arriva con una condizione fisica migliore di quella con cui si sarebbe presentato Tevez, fermo da mesi. Maxi potrà poi essere schierato in Champions league, a differenza del “Brigante”. Con Lopez, va detto, non prendiamo un novellino, ma un elemento che ha un’età non certo avanzata (ne farà 28 ad aprile) e con una discreta esperienza internazionale.
Gli inizi nel River Plate, poi l’esperienza nel Barça, breve ma fruttuosa in quanto gli ha dato la chance di acquisire esperienza in un club di primissima fascia e nelle competizioni europee. Dopo due anni difficili passati un po’ nella Liga e un po’ in Russia, Maxi si è nuovamente ritrovato nel Gremio, dove, nel 2009, ha messo a segno 12 reti in 25 partite. Poi l’approdo in Italia dove, nelle sue stagioni catanesi il tabellino personale dell’argentino parla di 22 reti realizzate in 66 partite disputate. Un gol ogni tre partite, bottino di tutto rispetto per la serie A italiana.
Il giudizio sulla scelta di Lopez è ancora più positivo se si considerano due altri fattori: il primo è che trattasi di centravanti quasi puro, di fisico, uno che nella rosa rossonera manca, visto che Ibra è l’unico là davanti ad avere chili e centimetri da far sentire in certi momenti. E poi va detto che Tevez, al netto di tutta la sua classe e il suo talento, sarebbe stato comunque un elemento facilmente sovrapponibile ai vari Pato, Binho, El Shaarawy e allo stesso Antonio Cassano. Da non sottovalutare, infine, è il grande entusiasmo con cui Maxi approda a Milanello. A 27 anni sa che questa è la sua occasione, il treno che passa una volta nella vita e poi mai più. E farà di tutto per sfruttarla al massimo, questa occasione.
Marco Traverso
- 27 gennaio 2012 144 commenti Postato in: Calciomercato, Visti di Traverso Tags: Adriano Galliani, Maxi Lopez, Tevez
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144 commenti
Ciao ragazzi, permettetemi una riflessione: Ok soldi Silvio non ne caccia più … Tevez sinceramente un pò caro anche perchè non sappiamo in che stato di forma arriverebbe e soprattutto non ha mai giocato nel campionato italiano, quindi un acquisto a scatola chiusa. Se si volevano investire tanti soldi, perchè non aver acquistato Sancez dall’Udinese quest’estate, giocatore esploso in Italia, e che già conosceva il nostro campionato? spero tanto che i soldi per Tevez siano dirottati per un Signor Centrocampista di nome DE ROSSI !!!
I soldi di Tevez ,NON CI SONO(e’ proprio questo il punto)…..altrimenti lo avremmo preso
Galliani e Braida sono due ignoranti totali, Sanchez non sanno nemmeno chi sia, forse Galliani ricorda Hugo Sanchez…
Ho seguito la vicenda con particolare interesse.
Ho refreshato pagine milioni di volte, come non mi accadeva dalle voci di reunion dei Van Halen tempo addietro.
Sinceramente, il Milan debbo solo ringraziarlo. Come società , mi ha regalato anni di gioia immensa, e risate incredibili con gli affari Fabregas prima e ora Tevez. Non ho parole per descrivere le buffonate messe in piedi.
Ah, se solo Preziosi ci avesse prestato qualcosa più dei Gormiti….
Preziosi è un mito…